Sorpreso con 4500 euro in una busta si è difeso così: una consulenza

Quando i poliziotti sono entrati nell’ufficio, aveva appena messo nel cassetto della scrivania una busta contenente 4500 euro. Il “compenso” chiesto a un professionista alessandrino per diminuire il valore di estimo catastale di un capannone a uso industriale. Costantino Matrone, 55 anni, abitante in città, funzionario dell’agenzia provinciale del Territorio di via Arnaldo da Brescia, è stato arrestato in flagranza per concussione.

Nel tardo pomeriggio il magistrato titolare dell’inchiesta lo ha interrogato, presenti i difensori Franco Grillo e Laura Mazzolini. Matrone avrebbe cercato di discolparsi, sostenendo che non si trattava di una “mazzetta” ma del compenso per avere fornito una consulenza esterna, ovvero avere consigliato bene sulla pratica da svolgere.

Le indagini sono ancora in corso, negli uffici della squadra mobile vengono ascoltati i tecnici (geometri, architetti, ingegneri) che, per la loro attività, si rivolgono agli uffici del Catasto. Si cerca di verificare eventuali altri casi di concussione o di corruzione, se sono stati i professionisti a offrire denaro per ottenere una più favorevole valutazione degli estimi catastali, al momento della “classificazione” di immobili commerciali nuovi o ristrutturati, allo scopo di consentire ai titolari degli stessi di pagare minori tributi. Non si escludono novità nei prossimi giorni.

Quando si chiede l’accatastamento, insieme alla planimetria si presenta il cosiddetto Docfa (Documenti catasto fabbricati), cioè l’insieme di tutte le caratteristiche della struttura. Da questi dati scaturisce un “classamento” che individua l’immobile per foglio, particella e subalterno e vengono attribuiti una categoria, una classe, una consistenza, una superficie e una rendita catastale.

L’ufficio, esaminata la pratica, può accettare o modificare gli elementi che non ritiene congrui.

Le indagini della squadra mobile diretta dal vice questore Antonio Lopane sono iniziate alcuni mesi fa. Giravano voci su richiesta di denaro per l’accatastamento di una certa tipologia di immobili.

Una minaccia del tipo: o si accetta o l’estimo viene alzato, con conseguente ricaduta sulle future imposte da pagare. Hanno accettato in molti?

E’ quanto stanno cercando di accertare le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica, Michele Di Lecce.

L’operazione della polizia, svolta dalla squadra mobile e dalla sezione investigativa del commissariato di Casale Monferrato, è scattata nella tarda mattinata di ieri. Appena il professionista è uscito dall’ufficio di Matrone, sono entrati i poliziotti. Il funzionario avrebbe intascato somme di denaro anche in altre occasioni.

La notizia ha fatto rapidamente il giro della città, anche perché quello dell’ex catasto è un ufficio che riguarda tutte le persone che hanno immobili destinati ad attività industriali o commerciali. Insomma, la notizia ha fatto molto rumore. E c’è chi non esclude novità nei prossimi giorni.