Quando si chiede l’accatastamento, insieme
alla planimetria si presenta il cosiddetto
Docfa (Documenti catasto fabbricati), cioè
l’insieme di tutte le caratteristiche della
struttura. Da questi dati scaturisce un
“classamento” che individua l’immobile per
foglio, particella e subalterno e vengono
attribuiti una categoria, una classe, una
consistenza, una superficie e una rendita
catastale.
L’ufficio, esaminata la pratica, può
accettare o modificare gli elementi che non
ritiene congrui.
Le indagini della squadra mobile diretta
dal vice questore Antonio Lopane sono
iniziate alcuni mesi fa. Giravano voci su
richiesta di denaro per l’accatastamento di
una certa tipologia di immobili.
Una minaccia del tipo: o si accetta o
l’estimo viene alzato, con conseguente
ricaduta sulle future imposte da pagare.
Hanno accettato in molti?
E’ quanto stanno cercando di accertare le
indagini, coordinate dal procuratore della
Repubblica, Michele Di Lecce.
L’operazione della polizia, svolta dalla
squadra mobile e dalla sezione investigativa
del commissariato di Casale Monferrato, è
scattata nella tarda mattinata di ieri.
Appena il professionista è uscito
dall’ufficio di Matrone, sono entrati i
poliziotti. Il funzionario avrebbe intascato
somme di denaro anche in altre occasioni.
La notizia ha fatto rapidamente il giro
della città, anche perché quello dell’ex
catasto è un ufficio che riguarda tutte le
persone che hanno immobili destinati ad
attività industriali o commerciali. Insomma,
la notizia ha fatto molto rumore. E c’è chi
non esclude novità nei prossimi giorni.