EDILIZIA
Il progetto di alcuni governatori del centrodestra sarà in
parte ripreso dall'esecutivo
Possibile un aumento delle cubature fino al 20%. Chiesta
anche una sanatoria
Un piano straordinario per l'edilizia
libertà di ampliare o ricostruire
di ALESSANDRA CARINI "La Repubblica"
C'è chi la chiama legge anti-catapecchie, chi un rinnovamento
edilizio stile Obama, cioè per promuovere l'utilizzo delle
fonti di energia alternativa. Ma la rivoluzione annunciata da
Silvio Berlusconi per l'edilizia, "un piano straordinario con
effetti eccezionali sulla casa", dice il premier,
promettendone l'approvazione al prossimo consiglio dei
ministri, è anche qualcos'altro.
C'è un intervento di edilizia popolare con un piano da 550
milioni concordato con le regioni: le case saranno date in
affitto a giovani coppie, anziani, studenti e immigrati
regolari, con diritto di riscatto. Ma il grosso della manovra
è un altro: il via libera a un sostanzioso aumento delle
cubature di tutto il patrimonio edilizio esistente, una
liberalizzazione spinta delle norme per costruire, un ritorno
in alcuni casi al "ravvedimento operoso" dal sapore di
condono. C'è un articolato, già discusso da Berlusconi con i
governatori del Veneto, Giancarlo Galan, e della Sardegna,
Ugo Cappellacci, che costituisce l'ossatura di quella
"rivoluzione" annunciata ieri, che ha ottenuto già
l'approvazione delle due Regioni. È probabile che al prossimo
consiglio dei ministri il premier proponga un progetto molto
simile a quello dei governatori.
Vediamolo questo progetto di stampo "federalista" che
potrebbe essere ripreso in gran parte dal governo. Titolo:
"Intervento regionale a sostegno del settore edilizio e per
promuovere l'utilizzo di fonti di energia alternativa". Dà la
possibilità alle Regioni che la accettino, di ampliare gli
edifici esistenti del 20%, di abbattere edifici (realizzati
prima del 1989) per ricostruirli, con il 30% di cubatura in
più, in base agli "odierni standard qualitativi,
architettonici, energetici", di abolire il permesso di
costruire per sostituirlo con una certificazione di
conformità, giurata, da parte del progettista, di rendere più
veloci e certe le procedure per le autorizzazioni
paesaggistiche.
Il primo punto riguarda l'ampliamento degli edifici
esistenti. I Comuni posso autorizzare, " in deroga ai
regolamenti e ai piani regolatori" l'ampliamento degli
edifici esistenti nei limiti del 20% del volume, se gli
edifici sono destinati ad uso residenziale, del 20% della
superficie se sono destinati ad altri scopi. L'ampliamento
deve essere eseguito vicino al fabbricato esistente. Se è
giuridicamente o materialmente impossibile sarà un " corpo
edilizio separato avente però carattere accessorio". In caso
di edifici composti da più unità immobiliari l'ampliamento
può essere chiesto anche da singoli separatamente.
Ma non basta. La Regione "promuove" la sostituzione e il
rinnovamento del patrimonio mediante la demolizione e la
ricostruzione degli edifici realizzati prima del 1989, che
non siano ovviamente sottoposti a tutela, e che debbono
essere adeguati agli odierni standard qualitativi,
architettonici ed energetici. Anche qui i Comuni possono
autorizzare l'abbattimento degli edifici ( in deroga ai piani
regolatori) e ricostruirli anche su aree diverse ( purché
destinate a questo scopo dai piani regolatori). Qui l'aumento
di cubatura previsto è del 30% per gli edifici destinati a
uso residenziale, e del 30% della superficie per quelli
adibiti ad uso diverso. Se si utilizzano tecniche costruttive
di bioedilizia o che prevedano il ricorso ad energie
rinnovabili l'aumento della cubatura è del 35%.
Tutti questi interventi debbono rispettare le norme sulle
distanze e quelle di tutela dei beni culturali e
paesaggistici, non potranno riguardare edifici abusivi, o che
sorgono su aree destinate ad uso pubblico o inedificabili,
non potranno essere invocate per aprire grandi strutture di
vendita, centri commerciali. Sono previsti sconti fiscali: il
contributo di costruzione sugli ampliamenti sarà infatti
ridotto del 20% in generale e del 60% se la casa è destinata
a prima abitazione del richiedente o di uno suo parente entro
il terzo grado.
Fin qui la legge che verrà proposta alle Regioni, che ha già
la disponibilità di Veneto e Sardegna, anche se non c'è
dubbio che, con Comuni assetati di quattrini e assediati
dalla crisi economica, le adesioni saranno molte. C'è anche
una ridefinizione delle sanzioni, solo amministrative nei
casi più lievi e più severe se nel caso di beni protetti. E'
previsto un ambiguo "ravvedimento operoso con conseguente
diminuzione della pena e nei casi più lievi estinzione del
reato", dal sapore di condono, e norme per semplificare le
procedure riguardanti i permessi in materia ambientale e
paesaggistica.
(7 marzo 2009)